NOTE

1)     DALL’IMMAGINE AL SEGNO E DAL SEGNO AL DISEGNO 

di Carlo Alberto Pettinati

1994

Certamente il suo è un discorso di sintesi è di equilibrio, di forme e di colore che, a volte, si ripetono in scenari diversificati. ……omissis

Lasciati in balia, ora dei ricordi ora dei sentimenti, i suoi segni, vigorosi e dinamici caratterizzano il suo stile essenziale. Nel suo modo di fare, simile ad un mosaico dalle linee precise e a volte prepotenti, potenti forze espressive si sprigionano dai suoi dipinti ed il cerchio, che in questo caso funge da crogiolo, si sforza a contenerle tutte insieme e a riunirle in una unica forza espressiva, riponendo nel colore e nell’intuizione dello spazio, i caratteri fondamentali del suo mondo. …..omissis

La sua pittura, ha una forte struttura grafica….Omissis  non per questo è fredda e piatta, al contrario, gli accostamenti ricercati di colore creano forti emozioni. Gli abbinamenti, basati sui contrasti dei complementari e sugli studi profondi fatti sul colore stesso, creano sublimi emozioni a chi si spinge oltre l’immediatezza dell’immagine. Il suo stile fatto di pennellate grasse, ci porta dall’immagine al segno e dal segno al disegno. I grandi pannelli e le grandi tele risentono di quel senso di libertà che pervade tutto il mondo di Franco Longo, proiettandolo in spazi molto personali e di sicuro successo.

2) Le ricerche spericolate e sfrontate di

Franco Longo

AMILCARE NASCIMBENI

1995

Solitamente, sono le mostre degli artisti “Importanti” che ci regalano forti emozioni e che ricordiamo con entusiasmo nel tempo. Molto raramente, il lavoro dei giovani è paragonabile per impegno, qualità, stile, personalità e per una infinita gamma di parametri a tali “intoccabili” dell’arte.

Non è assolutamente il caso di Franco Bartolo Longo che, nelle sue ricerche, a volte spericolate, sfrontate, futuribili, analizza i colori, come uno scenziato studia l ‘atomo, ed in questa ricerca non tiene affatto conto della luce e delle ombre. Per intenderci quei fattori vitali per dar vitalità e foga espressiva ad un dipinto. Ciò per molti potrà sembrare riduttivo ed inammissibile, ma con il suo particolare modo di fare, tra il grafico ed il pittorico, Longo riesce a regalare, al suo pubblico, vibrazioni ed emozioni che risvegliano ed “allarmano” il nostro “io” più interiore. Ciò, gli permette di lavorare con una naturalezza, mai assaporata, forse anche da lui stesso, rompendo definitivamente schemi stereotipati da secoli. …..omissis

In questi ultimi suoi lavori, è il vento padrone e motore dei suoi dipinti. E’ il vento infatti, che gonfiando splendide vele multicolori ci suggerisce la conclusione logica del suo operato, non limitata  all’area del foglio di carta o della tela o genericamente alla sola parte colorata, ma continua ed ininterrotta, fino allo spirito e alle membra del fruitore. ……Omissis  Quindi pensate: “Non è questo il normale fare di quegli artisti importanti”? Non è forse il sottile, inesorabile destino di chi intraprende raffinate strade che portano al meritato ed indubbio successo? Secondo me si, a giudicare dai commenti e dal numero impressionante di visitatori che ho visto affollare questa mostra dal titolo “…..Soffia il vento”. Il successo è meritato. In bocca al lupo e …Buon Vento!”

3)  Forme misteriose lottano dietro le quinte

Claudio Scolastra

Firenze 1995

Ben impostati stilisticamente, questi nuovi lavori colmano le vecchie lacune di Longo e ci fanno vivere emozioni fuori e dentro il nostro personale, vitale spazio ed il nostro tempo, un tempo scandito da noi, dai nostri ritmi e non dalla natura unica padrona assoluta.

Parlavo prima di lacune. Quest’ultima non la intendo come discontinuità o mancanza, di qualcosa d’importante, al contrario la intendo come il bisogno di raccontare tutto e subito il proprio “Ego” sulla stessa tela. ….Omissis . Negli ultimi tempi, l’uso delle terre, dell’ocra e degli azzurri, lo hanno portato ad arricchire la sua tavolozza di un arcobaleno di colori mai usati fino ad ora. …Omissis

Visitando una sua mostra il risultato è inconfondibile.

Utilizzando il legno, le tele a trama fine e grossa, l’affresco su tavola, gli acquerelli e le più disparate tecniche grafiche, oltre a saltuarie sculture, l’artista continua incessantemente ad apportare nuovi elementi e nuova linfa al suo modo di fare arte per donare all’opera stessa, quel vigore che gli conferisce un’autonomia espressiva di forte impatto emotivo e che suggerisce e ricorda agli occhi di noi ammiratori, la sensazione della trasparenza e del movimento. Il segno di Franco Bartolo Longo limpido e cristallino crea scenari rilassanti, anche se forze misteriose lottano dietro le quinte del supporto pittorico, rapendo inesorabilmente i nostri occhi il nostro intelletto e la nostra anima.

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